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日志


3月10日

Riflessioni sull' aborto. Lettera di Italo Calvino a Magris 1975

Mettere al mondo un figlio ha un senso solo se questo figlio è voluto, coscientemente e liberamente, dai due genitori. Se no è un atto animalesco e criminoso. Un essere umano diventa tale non per il casuale verificarsi di certe condizioni biologiche, ma per un atto di volontà e d’amore da parte degli altri. Se no, l’umanità diventa - come in larga parte già è - una stalla di conigli. Ma non si tratta più della stalla «agreste», ma d’un allevamento «in batteria» nelle condizioni d’artificialità in cui vive a luce artificiale e con mangime chimico.
Solo chi - uomo e donna - è convinto al cento per cento d’avere la possibilità morale e materiale non solo d’allevare un figlio ma d’accoglierlo come una presenza benvenuta e amata, ha il diritto di procreare; se no, deve per prima cosa far tutto il possibile per non concepire e se concepisce (dato che il margine d’imprevedibilità continua a essere alto) abortire non è soltanto una triste necessità, ma una decisione altamente morale da prendere in piena libertà di coscienza. L’aborto è «una» cosa spaventosa «…».
Nell’aborto chi viene massacrato, fisicamente e moralmente, è la donna; anche per un uomo cosciente ogni aborto è una prova morale che lascia il segno, ma certo qui la sorte della donna è in tali sproporzionate condizioni di disfavore in confronto a quella dell’uomo, che ogni uomo prima di parlare di queste cose deve mordersi la lingua tre volte.
3月6日

Due

Dove sei e come stai
e' difficile lo so, lo sai
fermo al rosso di un semaforo,
sei tu che cerco nella gente
a piedi in taxi o dentro gli autobus
due occhi che ti guardano
e poi via come forti raffiche
perdersi nel traffico
e un clacson dopo l'altro chissa'
dove sei, come stai, cambiero', se cambierai
due perche', siamo noi, due lottatori, due reduci,
due canzoni d'amore, comunque io e te
con le stesse parole, seduti a un caffe'
e vorrei solo dirti ora che te ne vai
se e' amore, amore vedrai, di un amore vivrai.
Ma stasera che cosa fai
io che ti telefono
tu che non sei in casa
lasciate un messaggio
e' molto piu' veloce il nastro di me
e non so mai che dire
e allora provero' ad uscire
stasera io ti trovo lo so
dove sei, come stai, non ci sei,
ma dove vai....
Io sono qui, come te, con questa paura di amare
per due minuti, due ore, un'eternita'
due tanti nel mare di questa citta'
dove tutti han bisogno d'amore
proprio come noi due.
E vorrei solo dirti ora che te vai
se e' amore, amore vedrai, di un amore vivrai.
Io e te, sempre o mai
siamo noi, stiamo in due.

Liberi da noi

Che cosa c'è
sembra cosi scontato
Che cosa c'è
è tutto programmato
Almeno tu
diventa più normale
Ammettilo
si vive senza complicità
lo sappiamo già da un pezzo che non va
Ma perchè restare ancora insieme?

L'hai detto tu,
l'amore vuole amore
Parliamone, vedrai il coraggio si troverà
se parliamo sotto voce aiuterà
a non dare troppo amaro a tutto...

Mai più star male
Liberi da noi
mai più studiare
come vivere
Lasciarsi andare
in cose fatte mai
Mai più sognare
e chiedersi perchè

Restare amici non si può
per chi si è amato come noi
Magari poi non si sa mai
adesso è troppo presto

Mai più tradire
la mia fantasia
Per poi morire
nell'ipocrisia

La gente sai
a volta conta niente
Diranno che
non ero affatto l'uomo per te
E gli stessi parleranno poi con me
e ti lanceranno colpe addosso.

Mai più star male
Liberi da noi
mai più studiare
come vivere
Lasciarsi andare
in cose fatte mai
Mai più sognare
e chiedersi perchè

Restare amici non si può
per chi si è amato come noi
Magari poi non si sa mai
adesso è troppo presto

Mai più tradire
la mia fantasia
Per poi morire
nell'ipocrisia

Dai vetri della vita mia
vedo l'amore andare via
Per incontrarlo prima o poi
Ci lascia liberi da noi.