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日志


6月3日

wow

heiiiiiiiiiiiiiiiii si, lo so... sono letteralmente scomparsa!!!
ma è la vita... oggi sto qua, domani chissà... può darsi pure che mi viene un colpo e crepo...Linguaccia non si sa mai, da come stanno andando le cose...Imbarazzato.
Ho appena fatto l'esame scritto di inglese...Pensieroso Che fiasco!!!! arrivata ad un certo punto non sapevo più che fare... mah! speriamo bene! bè adesso vado proprio di fretta perchè c'è il mio principe azzurro che mi aspetta... A bocca aperta A presto!!!Sorriso
7月30日

Vento di riforme universitarie...

Che sta facendo il governo in questa estate?
DISTRUGGE L'UNIVERSITÀ PUBBLICA!!

Il 25 giugno è stato emanato il decreto legge 122/8 che sostanzialmente dice le università pubbliche sono un peso inutile sulle casse dello stato e di conseguenza obbliga gli atenei a rimpiazzare i dipendenti che perde (per pensionamento per esempio) solo al 20% per i prossimi 3 anni (2009-2012) e al 50% a partire dal 2013. Questo significa che per poter assumere un dipendente da mettere allo sportello della segreteria dovranno prima andarne in pensione 5. Il blocco riguarda anche i professori quindi prima di assumere un Ordinario se ne dovranno licenziare (o pensionare) 5, quindi se qualcuno di voi avesse in mente di intraprendere la carriera accademica sappia che prima di assumere 2 ricercatori si devono licenziare 5 Ordinari, perchè nel bilancio se un ordinario pesa 1, l'associato pesa 0,7, il ricercatore 0,5 e il personale non docente 0,3, segue che per promuovere un associato a prima fascia si dovrà aspettare il pensionamento di 3 ricercatori.
Il blocco delle assunzioni comporta un grosso risparmio per le casse dello stato, beh questo risparmio è già stato calcolato e quindi è già prevista una riduzione dei finanziamenti del ministero alle università che inizierà il prossimo anno con circa 300 milioni di euro per poi crescere negli anni successivi per arrivare ad un totale di un miliardo e rotti nell'arco della legislatura. Considerate che attualmente ogni anno lo stato stanzia all'incirca 7 miliardi di euro per il fondo di finanziamento ordinario ch'è la prima voce di bilancio degli atenei italiani.
Sicuramente c'è da dire che molti atenei hanno troppo personale e probabilmente sprecano troppo però non è possibile prendere una misura di questo tipo. Inoltre per favorire la fuga di cervelli si è deciso di colpire i salari dei professori portando gli scatti di anzianità a tre anni invece che biennali. Decisamente peggiore è la situazione del personale non docente che con il contratto scaduto nel 2005 adesso di vede dimezzare i fondi per il 'salario accessorio' (la quattordicesima) quindi un dipendente della bicocca per esempio si deve da un momento all'altro ridotto del 5% il suo reddito annuo che era stato calcolato in base al costo della vita prima dell'immissione in circolazione dell'euro. Tengo a sottolineare che non sono previsioni catastrofiche ma so che il fondo per il salario accessorio dei dipendenti della bicocca passerà da circa 2 milioni di euro nel 2008 a 1,2 milioni del 2009.

Il decreto offre una via di scampo alle università italiane, quasi un ricatto direi. Per non morire subito posso decidere di costituirsi 'fondazioni'. Principalmente smetterebbero di essere enti pubblici ma rientrerebbero nel diritto privato, si aprirebbero maggiormente ai finanziamenti esterni da cui diventerebbero dipendenti perchè si ridurrebbe ancora il finanziamento statale. I privati in cambio potrebbero partecipare al governo della fondazione che avrebbe tutte le proprietà dell'ateneo al momento della costituzione della fondazione, quindi verrebbero privatizzate anche le proprietà degli atenei senza essere nemmeno vendute.
Se siete interessati al destino delle facoltà scientifiche sappiate che probabilmente saranno le aziende a decidere i temi della ricerca, il che significa fine della ricerca di base.
Se siete interessati al destino delle facoltà umanistiche, chiedetevi quale azienda potrebbe aver interesse ad investire su di loro e traete le vostre conclusioni.
Se siete interessati al destino del Poli, anche se non ho informazioni a riguardo penso che il passaggio a fondazione potrebbe essere molto veloce perchè forse è proprio nelle facoltà di ingegneria che le aziende hanno più interessi.
Se siete interessati al destino degli studenti, sappiate che le fondazioni non avranno più nessun limite alla quota di contribuzione degli studenti ed essendo enti privati (anche se finanziati in parte dal ministero) avranno la possibilità di chiedere già tra un paio d'anno n mila euro di retta
Questo significa che l'università tornerà ad essere elitaria e solo per chi ha i soldi per potersela permettere, che chi vorrà la laurea dovrà probabilmente accendere un mutuo per pagarsi le rette annuali e che buona parte dei professori verrà licenziata o che comunque il corpo accademico subirà nei prossimi anni un ridimensionamento proporzionale a quello degli studenti.

http://users.unimi.it/cgil/index.php?option=com_content&task=view&id=201&Itemid=1

http://cga.di.uniroma1.it/

3月10日

Riflessioni sull' aborto. Lettera di Italo Calvino a Magris 1975

Mettere al mondo un figlio ha un senso solo se questo figlio è voluto, coscientemente e liberamente, dai due genitori. Se no è un atto animalesco e criminoso. Un essere umano diventa tale non per il casuale verificarsi di certe condizioni biologiche, ma per un atto di volontà e d’amore da parte degli altri. Se no, l’umanità diventa - come in larga parte già è - una stalla di conigli. Ma non si tratta più della stalla «agreste», ma d’un allevamento «in batteria» nelle condizioni d’artificialità in cui vive a luce artificiale e con mangime chimico.
Solo chi - uomo e donna - è convinto al cento per cento d’avere la possibilità morale e materiale non solo d’allevare un figlio ma d’accoglierlo come una presenza benvenuta e amata, ha il diritto di procreare; se no, deve per prima cosa far tutto il possibile per non concepire e se concepisce (dato che il margine d’imprevedibilità continua a essere alto) abortire non è soltanto una triste necessità, ma una decisione altamente morale da prendere in piena libertà di coscienza. L’aborto è «una» cosa spaventosa «…».
Nell’aborto chi viene massacrato, fisicamente e moralmente, è la donna; anche per un uomo cosciente ogni aborto è una prova morale che lascia il segno, ma certo qui la sorte della donna è in tali sproporzionate condizioni di disfavore in confronto a quella dell’uomo, che ogni uomo prima di parlare di queste cose deve mordersi la lingua tre volte.