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    July 30

    Vento di riforme universitarie...

    Che sta facendo il governo in questa estate?
    DISTRUGGE L'UNIVERSITÀ PUBBLICA!!

    Il 25 giugno è stato emanato il decreto legge 122/8 che sostanzialmente dice le università pubbliche sono un peso inutile sulle casse dello stato e di conseguenza obbliga gli atenei a rimpiazzare i dipendenti che perde (per pensionamento per esempio) solo al 20% per i prossimi 3 anni (2009-2012) e al 50% a partire dal 2013. Questo significa che per poter assumere un dipendente da mettere allo sportello della segreteria dovranno prima andarne in pensione 5. Il blocco riguarda anche i professori quindi prima di assumere un Ordinario se ne dovranno licenziare (o pensionare) 5, quindi se qualcuno di voi avesse in mente di intraprendere la carriera accademica sappia che prima di assumere 2 ricercatori si devono licenziare 5 Ordinari, perchè nel bilancio se un ordinario pesa 1, l'associato pesa 0,7, il ricercatore 0,5 e il personale non docente 0,3, segue che per promuovere un associato a prima fascia si dovrà aspettare il pensionamento di 3 ricercatori.
    Il blocco delle assunzioni comporta un grosso risparmio per le casse dello stato, beh questo risparmio è già stato calcolato e quindi è già prevista una riduzione dei finanziamenti del ministero alle università che inizierà il prossimo anno con circa 300 milioni di euro per poi crescere negli anni successivi per arrivare ad un totale di un miliardo e rotti nell'arco della legislatura. Considerate che attualmente ogni anno lo stato stanzia all'incirca 7 miliardi di euro per il fondo di finanziamento ordinario ch'è la prima voce di bilancio degli atenei italiani.
    Sicuramente c'è da dire che molti atenei hanno troppo personale e probabilmente sprecano troppo però non è possibile prendere una misura di questo tipo. Inoltre per favorire la fuga di cervelli si è deciso di colpire i salari dei professori portando gli scatti di anzianità a tre anni invece che biennali. Decisamente peggiore è la situazione del personale non docente che con il contratto scaduto nel 2005 adesso di vede dimezzare i fondi per il 'salario accessorio' (la quattordicesima) quindi un dipendente della bicocca per esempio si deve da un momento all'altro ridotto del 5% il suo reddito annuo che era stato calcolato in base al costo della vita prima dell'immissione in circolazione dell'euro. Tengo a sottolineare che non sono previsioni catastrofiche ma so che il fondo per il salario accessorio dei dipendenti della bicocca passerà da circa 2 milioni di euro nel 2008 a 1,2 milioni del 2009.

    Il decreto offre una via di scampo alle università italiane, quasi un ricatto direi. Per non morire subito posso decidere di costituirsi 'fondazioni'. Principalmente smetterebbero di essere enti pubblici ma rientrerebbero nel diritto privato, si aprirebbero maggiormente ai finanziamenti esterni da cui diventerebbero dipendenti perchè si ridurrebbe ancora il finanziamento statale. I privati in cambio potrebbero partecipare al governo della fondazione che avrebbe tutte le proprietà dell'ateneo al momento della costituzione della fondazione, quindi verrebbero privatizzate anche le proprietà degli atenei senza essere nemmeno vendute.
    Se siete interessati al destino delle facoltà scientifiche sappiate che probabilmente saranno le aziende a decidere i temi della ricerca, il che significa fine della ricerca di base.
    Se siete interessati al destino delle facoltà umanistiche, chiedetevi quale azienda potrebbe aver interesse ad investire su di loro e traete le vostre conclusioni.
    Se siete interessati al destino del Poli, anche se non ho informazioni a riguardo penso che il passaggio a fondazione potrebbe essere molto veloce perchè forse è proprio nelle facoltà di ingegneria che le aziende hanno più interessi.
    Se siete interessati al destino degli studenti, sappiate che le fondazioni non avranno più nessun limite alla quota di contribuzione degli studenti ed essendo enti privati (anche se finanziati in parte dal ministero) avranno la possibilità di chiedere già tra un paio d'anno n mila euro di retta
    Questo significa che l'università tornerà ad essere elitaria e solo per chi ha i soldi per potersela permettere, che chi vorrà la laurea dovrà probabilmente accendere un mutuo per pagarsi le rette annuali e che buona parte dei professori verrà licenziata o che comunque il corpo accademico subirà nei prossimi anni un ridimensionamento proporzionale a quello degli studenti.

    http://users.unimi.it/cgil/index.php?option=com_content&task=view&id=201&Itemid=1

    http://cga.di.uniroma1.it/

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